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Aprire un negozio online senza partita IVA

Indice dei contenuti

Il tuo sogno è quello di aprire un negozio online ma non sei titolare di partita IVA? Ti chiedi come poter aggirare l’ostacolo e quali sono le regole fiscali da considerare?

Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo argomento e come iniziare a vendere su internet, anche da privato, e rispettando comunque tutti gli adempimenti fiscali previsti dalla normativa.

Aprire negozio online senza partita IVA è possibile?

Questa è proprio la prima domanda alla quale rispondere e che molti come te si pongono. Magari ti chiedi da tempo come ha fatto quel tuo conoscente a mettere in piedi un negozio online senza fare alcuna comunicazione al fisco o all’Agenzia delle Entrate.

Devi considerare che la legge nazionale non ammette l’apertura di negozi online ai soggetti sprovvisti di partita IVA. In Italia, dunque, non è possibile creare un negozio, inteso come struttura organizzata, comprensiva di attrezzature, magazzino, deposito, personale e sito internet compreso se non si dispone della partita IVA. Ma tutto questo non significa che dovrai rinunciare per sempre al tuo progetto.

Esistono infatti due alternative valide che ti consentono di commercializzare tramite internet beni senza con questo costringerti ad affrontare tutti gli adempimenti necessari e le spese per aprire la una regolare posizione IVA.

Come aprire un negozio online anche senza avere la partita IVA

Aprire negozio online senza IVA

Dovrai limitare le tue ambizioni nel caso in cui volessi diventare il titolare di un negozio online come privato. In buona sostanza sarai chiamato a rendere la tua attività occasionale.

Questo significa non solo che dovrai rispettare precisi limiti di fatturato annui, ma considerare anche la frequenza con la quale si svolgerà la tua attività.

Vediamo più nello specifico i due aspetti che renderanno l’attività di vendita online occasionale, evitando in questo modo di affrontare l’iter e i costi di apertura della partita IVA.

Quanto al limite di fatturato, devi considerare che affinché un’attività online possa ritenersi davvero occasionale il tetto massimo dei ricavi generati in un anno non dovrà superare l’importo di 5000 euro.

Dal punto di vista dell’occasionalità, dovrai commercializzare i tuoi prodotti in maniera saltuaria e limitata, quindi senza che questa pratica diventi costante e continua.

In buona sostanza ti troverai a gestire un sito internet un po’ differente da quelli a cui sei abituato ad accedere, in cui esegui abitualmente i tuoi acquisti e che magari hanno anche ispirato il tuo progetto.

Il sito internet che potrai realizzare come privato non dovrà avere la connotazione di un portale con vetrine o di un e-commerce, pertanto sarà privo di prezzi esposti, servizi di spedizioni e assistenza per la clientela.

Tieni sempre ben fermo l’introito annuale che deriva dalla vendita dei tuoi prodotti. In ogni caso deve mantenersi pari o al di sotto della soglia di 5000 euro.

A questo riguardo, nella maggior parte dei casi, si considera occasionale la vendita online di prodotti locali e realizzati a mano.

Tante volte è facile riscontrare la vendita occasionale di oggetti creati per mero hobby, come quelli che puoi trovare visitando i mercatini di accessori moda, complementi artistici e altri articoli per la casa.

In queste situazioni l’attività non ha carattere di continuità. L’artigiano e il creativo infatti realizza questi prodotti una volta tanto per ricavare somme modeste. Questo gli consente di poter omettere la fattura o l’emissione dello scontrino, quindi l’apertura di una regolare posizione IVA.

Apertura negozio online: la soluzione del marketplace

Posto che in Italia per aprire un negozio online professionale è necessario comunicare al fisco l’apertura della partita IVA, nessuno ti vieta di vendere i tuoi oggetti in modo occasionale e rispettando il tetto massimo di fatturato annuale.

A questo riguardo puoi infatti considerare la possibilità di commercializzare i prodotti tramite i numerosi gruppi di acquisto privati, oppure sfruttando le grandi potenzialità dei marketplace.

Pensa, ad esempio, ai grandi colossi come Amazon e Ebay, o altri specializzati in articoli handmade, i quali ti permettono con molta facilità di mettere in vendita articoli vari e di ottenere un guadagno dietro il pagamento di piccole commissioni.

Questi marketplace rappresentano anche una valida soluzione per liberarti di articoli di seconda mano, usati o come nuovi, che magari non utilizzi più, di cui devi disfarti per mancanza di spazio o a causa di un trasferimento in altra casa.

In questa ipotesi la tua attività di vendita non potrà considerarsi professionale e continuativa, in quanto spinta non certo dal guadagno ma più per una semplice passione.

In altri termini, grazie ai marketplace potrai solo racimolare piccole somme, senza con questo dover rispondere al fisco o regolarizzare la tua posizione come invece è tenuto a fare un commerciante professionale.

Quali sono gli adempimenti fiscali da seguire?

Iva negozio online

Aprire un e-commerce può rappresentare un ottimo investimento ma anche gestire un negozio tramite internet in maniera del tutto occasionale riuscirà a darti qualche piccola soddisfazione.

In quest’ultimo caso gli adempimenti fiscali che dovrai seguire sono molto semplificati e non richiedono somme eccessive. Quindi la soluzione del sito internet non professionale e senza vetrine online diventa l’ideale quando non disponi di capitali da investire .

Seguire tutti i passaggi previsti ti renderà non responsabile nei confronti del fisco e potrai proseguire la tua attività online, sebbene sporadicamente, senza rischiare di incorrere in accertamenti, sanzioni e altre spiacevoli conseguenze.

Quando il prodotto messo in vendita verrà acquistato l’unica cosa da fare è rilasciare all’acquirente una ricevuta generica che dovrà contenere i dati della transazione, ovvero:

  • il tuo nominativo.
  • il nominativo del compratore.
  • Una breve descrizione del bene venduto.
  • il prezzo pagato.
  • data e luogo della vendita.

Ricorda inoltre di accompagnare la ricevuta con una dicitura attestante che si tratta di una vendita occasionale. Inoltre quando l’importo della ricevuta supera 77,47 euro dovrai anche applicare una marca da bollo da 2,00 euro.

Tieni presente che la marca da bollo deve essere apposta solo sulla ricevuta originale. Sulla tua copia, invece, ti basta semplicemente riportare la dicitura “Imposta di bollo assolta sull’originale, identificativo n.ro____ “.

Il numero identificativo lo trovi proprio sulla stessa marca, pertanto non dimenticare di trascriverlo in modo corretto prima di consegnare la ricevuta all’acquirente.

Quindi, quando la tua attività si svolge solo una tantum e genera piccole e modeste somme, venderai in modo regolare emettendo la ricevuta con tutti i dati richiesti. Tutto questo ti basta per essere apposto con il fisco.

Inoltre dovrai indicare i guadagni che percepisci nel quadro “RL” del tuo modello Unico, che si riferisce proprio ai redditi diversi e come tali soggetti a tassazione.

In base a quanto disposto dall’art. 67 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi l’importo che sarà sottoposto a tassazione non è altro che la differenza fra quanto hai percepito dalla vendita degli oggetti e le spese sostenute per la loro produzione.

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